Ai non abbienti che debbano difendersi in un processo penale o che debbano fare valere le proprie ragioni in un giudizio civile, amministrativo, contabile, tributario o negli affari di volontaria giurisdizione lo Stato italiano assicura il patrocinio a spese dello Stato, ossia assistenza e difesa legale gratuita.

Possono essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato coloro i quali sono titolari di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore ad euro 11.528,42. Si tenga però presente che, in caso di convivenza, il reddito di riferimento ai fini dell’ammissione al gratuito patrocinio è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente del nucleo famigliare stabilmente convivente.

Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato occorre presentare apposita istanza: in caso di accoglimento della stessa, chi è ammesso al patrocinio può nominare un difensore scelto tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato. L’Avv. Giancarlo Ressani è iscritto negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato.

Presupposti e ambito di applicazione del patrocinio a spese dello Stato sono disciplinati dalla legge 30 luglio 1990, n. 217, dalla legge 29 marzo 2001, n. 134, e dal d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115 (artt. 74 ss.), che si riportano qui di seguito.

Legge Patrocinio a Spese dello Stato

Legge 29 marzo 2001, n. 134

Testo unico spese di giustizia (d.p.r. 115 del 2002)